2 Maggio 2023
Peste dei cinghiali, Coldiretti ha incontrato il nuovo Commissario Straordinario alla PSA

"Abbiamo aperto un dialogo e ribadito la necessità di azioni concrete"

Il nuovo Commissario Straordinario alla PSA, Dott. Vincenzo Caputo, ha accolto positivamente la richiesta di un incontro – quanto mai necessario visto il dilagare della PSA in Liguria – mossa dalla nostra Federazione lo scorso 21 aprile e questa mattina è arrivato a Genova “per analizzare insieme la questione, le nostre preoccupazioni e le relative misure di contenimento – commentano Gianluca Boeri e Bruno Rivarossa, Presidente di Coldiretti Liguria e Delegato Confederale – a nostro avviso attualmente ancora insufficienti per contrastare il dilagare dell’epidemia”.

Per l'occasione hanno preso parte all’incontro i Presidente di Coldiretti Savona e Vicepresidente regionale, Marcello Grenna, il Presidente di Coldiretti Genova, Luca Dalpian, i rispettivi Direttori provinciali, Antonio Ciotta e Paolo Campocci, e il Delegato Confederale, Bruno Rivarossa.

L'incontro

La necessità dell’incontro di oggi “nasce dall’esigenza di fornire indicazioni e risposte puntuali e quanto più possibile esaustive alle numerose nostre aziende associate che risiedono e operano nelle zone ormai da tempo vittime del dilagare dell’epizoozia – spiegano Luca Dalpian e Marcello Grenna, Presidenti delle due Federazioni provinciali (rispettivamente, Genova e Savona) site nei territori maggiormente colpiti e vessati dal dilagare dell’epidemia, di concerto con i relativi Direttori – tutte aree, queste, interessate fin dall’inizio dell’emergenza da misure di contenimento che fino a questo momento hanno avuto ben pochi risultati, se non addirittura nessuno. Dall’incontro con il neo-Commissario abbiamo toccato con mano la disponibilità da entrambe le parti di collaborare in maniera congiunta per risolvere la questione nella maniera più rapida e ottimale possibile”.

I dati

In questo scenario, infatti, oltre alla realizzazione di recinzioni di contenimento – risultate fin da subito, secondo i nostri stessi associati che vivono quotidianamente il territorio, provvedimenti inefficaci e, pertanto, una spesa inutile – secondo quanto disposto dal PRIU (Piano Regionale di Interventi Urgenti per la gestione, il controllo e l'eradicazione della Peste Suina Africana), nel corso stagione di caccia 2022/2023 all’interno delle zone liguri non soggette alle restrizioni per la Peste Suina avrebbero dovuto abbattere oltre 30mila cinghiali.

Una cifra, questa, pari ad oltre il 180% di quanto fatto nel corso della stagione 2021/2022, che fa capo a un provvedimento fondamentale per consentire il depopolamento delle aree indenni della Liguria attraverso azioni sia di caccia che di controllo faunistico. Tutto ciò va di pari passo a una crescita del contingente cacciabile che risponde a precise indicazioni dei Ministeri della Salute e dell’Agricoltura per il contenimento della Peste Suina Africana, che a loro volta comporterebbero la riduzione dell'80% della popolazione dei cinghiali tra caccia e prelievi di controllo.

Anche in questo caso, però, le previsioni non sembrano ad oggi ancora realizzate.

La situazione ad oggi in Liguria

“In Liguria oggi – incalzano Boeri e Rivarossa – la situazione è tutt’altro che rosea. L’ultimo bollettino redatto dall’Istituto Zooprofilattico ha certificato come i casi di PSA in Liguria siano ancora in crescita: solo la scorsa settimana sono state riscontrate altre positività sul territorio regionale, che vanno a confluire nei 253 casi totali ad oggi ufficializzati. Oltre a ciò, è salito anche il numero dei Comuni con almeno un caso di positività alla PSA”.

L'opportunità di una collaborazione concreta e proficua

“Durante l’incontro di questa mattina – continuano Grenna e Dalpian – sia noi come associazione che il neo-Commissario abbiamo aperto un dialogo concreto e proficuo. Noi, dal nostro canto, non abbiamo nascosto nessuna delle preoccupazioni e delle perplessità circa la situazione in essere, cercando altresì di ottenere soluzioni puntuali e in linea con le reali necessità del nostro territorio. Va riconosciuto al neo-Commissario Caputo, oltre a un’importante disponibilità a collaborare con i territori, anche un profondo pragmatismo e una forte competenza, con una posizione che si conferma essere di apertura verso le necessità specifiche dei singoli territori”.

Come organizzazione, pertanto, abbiamo ribadito la nostra disponibilità e il nostro supporto a una gestione concreta e straordinaria di una condizione altrettanto straordinaria, in cui è evidente urgano azioni sempre più concrete e puntuali.