11 Novembre 2020
DECRETO-LEGGE 28 OTTOBRE 2020, N. 137 – COSIDDETTO DECRETO-LEGGE “RISTORI” FONDO PERDUTO ALLE ATTIVITÀ DI AGRITURISMO

In data 24/10/2020 e poi ancora in data 3/11/2020 sono stati emanati dal Consiglio dei Ministri due nuovi Dpcm contenenti misure per il contenimento della diffusione del Covid-19. Sulla base di queste disposizioni una recentissima ordinanza del Ministro della Salute, ha riclassificato la Regione Liguria come territorio in cui si applicano le specifiche misure di contenimento per le aree caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto (cosiddette "zone arancioni").

Molte delle disposizioni hanno, quali conseguenze collaterali, forti penalizzazioni economiche sull’esercizio di alcune attività commerciali: ad esempio si ricorda che nelle zone “arancioni” sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (e, quindi, anche la somministrazione di pasti e bevande da parte degli agriturismi) mentre resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l'attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22:00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

Successivamente al fine di sostenere gli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive è stato emanato il Decreto Legge n. 137 del 28/10/2020 (cosiddetto Decreto Ristori) che all’art. 1 riconosce un contributo a fondo perduto ai soggetti maggiormente penalizzati. Attualmente con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Ristori bis, (Decreto Legge 149 del 9/11/2020) è stato anche ampliato l’elenco dei codici ATECO riferiti alle attività che possono beneficiare del nuovo fondo perduto.

Il Decreto Ristori stabilisce che il contributo spetta ai soggetti che, alla data del 25 ottobre 2020, hanno la partita IVA attiva e che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’allegato 1 allo stesso decreto-legge. Siccome tra questi sono elencati i codici 56.10.12 e 55.20.52, potranno, conseguentemente, beneficiarne al ricorrere degli ulteriori requisiti previsti dalla norma e di seguito commentati, le imprese agricole che svolgono attività agrituristiche di ristorazione e/o alloggio.

Il contributo non spetta ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 25 ottobre 2020.

Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Al fine di determinare l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi si fa riferimento alla data di effettuazione dell’operazione.

Il predetto contributo spetta anche in assenza del requisito del calo del fatturato ai soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nel predetto allegato 1 che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019.

Sono previste distinte modalità per accedere al contributo in base alla circostanza che i destinatari dello stesso abbiano o meno già beneficiato del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.

Per i soggetti che hanno già beneficiato del contributo a fondo perduto di cui al citato articolo 25 che non abbiano restituito il predetto ristoro, il contributo è corrisposto dall'Agenzia delle entrate mediante accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente contributo.

Per i soggetti che non hanno presentato istanza di contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del decreto-legge n. 34 del 2020 cit. il contributo è riconosciuto previa presentazione di apposita istanza esclusivamente mediante la procedura web. Il contributo non spetta ai soggetti la cui partita IVA risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza.

L'ammontare del contributo a fondo perduto:

  1. a) è determinato, per i soggetti che hanno già beneficiato del contributo a fondo perduto di cui al citato articolo 25 che non abbiano restituito il predetto ristoro, come quota del contributo già percepito. Le imprese agricole che svolgono attività agrituristiche di ristorazione (codice ATECO: 56.10.12) hanno diritto ad un contributo pari al 200 per cento di quello percepito in precedenza mentre per quelle che svolgono attività di alloggio (codice ATECO: 55.20.52) il contributo è pari al 150 per cento di quello già percepito;
  2. b) è determinato, per i soggetti che presenteranno per la prima volta l’istanza per il riconoscimento del contributo, come quota del valore calcolato sulla base dei dati presenti nell'istanza trasmessa e dei criteri stabiliti dalla norma.

Per i soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, già percettori del contributo di cui al citato articolo 25, che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nel più volte ricordato allegato 1, l’ammontare del contributo è determinato applicando le percentuali riportate nello stesso allegato agli importi minimi di 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate saranno definiti i termini e le modalità per la trasmissione delle nuove istanze e ogni ulteriore disposizione per l’attuazione della norma in commento.

Per una meglio comprensione sulle modalità di applicazione della norma è comunque necessario attendere l’emanazione del citato provvedimento. Mentre per i molti dubbi già sorti sulla spettanza del beneficio si auspica che vengano pubblicati al più presto documenti di prassi esplicativi.